Mercoledì c'è stata una grossa manifestazione che è arrivata a bloccare
l'autostrada bloccando il traffico per un'ora la notizia è passata per lo più
sotto silenzio. Qui il video:
Dopo
che per
mesi a l'aquila i media hanno rovistato nelle nostre case e nelle nostre vite in
maniera invasiva e ipocrita,
dopo che tutte
le parate del governo sul nostro territorio sono rimbalzate sugli schermi di
tutta Italia,
dopo che per
più di un anno si e' costruita un'enorme bugia mediatica fatta di scenografie e
repressioni,
ieri, voi
servi del potere del cosiddetto servizio pubblico (oltre ai servi
privati) siete riusciti a non dire nulla (a
parte tg3 e la7) della più grande manifestazione della
storia della nostra città.
Più di 20.000 tra
cittadini, forze sociali e istituzioni, hanno attraversato la città e hanno
invaso l'autostrada bloccandola per più di un'ora.
Era notizia di apertura e
invece avete avuto il coraggio di non parlarne per niente. DOPO AVER USATO
LA NOSTRA CITTÀ COME SPOT, ORA CHE LE BUGIE VENGONO A GALLA NON POTETE FARE
ALTRO CHE NASCONDERLA. Ma non durerà,
preparatevi perché presto ci vedrete a Roma, in massa, a bloccare la capitale e
ad assediare il parlamento e palazzo Chigi per pretendere giustizia, equità e
verità.
La mancata notizia di un evento sulle reti principali o su tutte, quando scomoda per il partito al governo e non solo, è fatto che si ripete da sempre (destra, sinistra e, prima ancora, i governi inciucio DC/PC con i quali siamo andati avanti per 40 anni). Quindi non facciamo del "controllo" dell'informazione un'esclusiva del Berlusca (rai 3 e LA7, però hanno dato la notizia. Poi c'è internet con i blog, Grillini, Santorini, Reportini e tanta altra roba). Magari a Cuba o in Cina avessero un millesimo della nostra libertà di informazione!
Quanto alle pretese degli abruzzesi, cercherei di andarci un po' più cauto. Già il risalto dato a quel terremoto e i conseguenti provvedimenti presi con immediatezza hanno fatto storcere il naso ad altre popolazioni dell'Italia che in situazioni analoghe hanno avuto l'onore della cronaca solo fino al recupero dell'ultimo sopravvisuto. Poi il silenzio. Ora si pretende che il Governo congeli le tasse in quei territori. Mi può stare anche bene (magari non per dieci anni, come preteso). Ma cosa direbbero i milioni di poveri cristi che il terremoto lo vivono ogni giorno; e cosa direbbero quei piccoli imprenditori vittime della attuale crisi. Né in Valtellina o nel Belice o in ogni altro luogo ferito a morte da eventi catastrofici qualcuno ha preteso sconti o favoritismi, né nessuno si è mai mosso per farglieli ottenere. Non batterei troppo su questa richiesta che mi sembra paradossale. Paradossale perché proveniente da voci (non ritengo, peraltro, del tutto spontanee, dato l'uso di linguaggi e proclami dal suono politico) che hanno sempre proclamato la parità e l'uguaglianza. Paradossale perché se Letta si fosse mosso autonomamente in questa direzione, sollecitando interventi di salvaguardia dell'economia di quei luoghi, probabilmente in altre parti di Italia avremmo assistito a manifestazioni di segno contrario ma appartenenti alla stessa matrice.
La situazione non è così semplice. La manipolazione politica è dietro l'angolo. Alla fine chi ne paga le conseguenze sono sempre quei poveri creduloni che fanno solo da tigre da cavalcare per i "combattenti" di turno. Morta la tigre, si passa ad un'altra.
Credo nella forza delle ragioni e credo nella lotta politica. Il problema è che ormai è tutto posticcio e falso. La lotta rimane fine a se stessa e talvolta muove da logiche in palese contraddizione con i principi fondanti di una mentalità egalitaria che quella lotta dovrebbe legittimare.
Mi domando, morto Berlusconi, la sinistra morirà di una malattia autoimmune? Non avendo più nemici da combattere, si autodistruggerà? Credo che la porta a questa eventualità sia già aperta, e qualcuno a sinistra ne sta facendo una voragine.
E il mio cruccio è sempre stato: quale uguaglianza, senza libertà? Ma questa è un'altra storia, forse.
L'economia
moderna sposta i capitali, quella dei secoli passati spostava gli schiavi.
Cambiando nel tempo l'ordine degli schiavi e del capitale, il processo non
cambia: la concentrazione del capitale aumenta con l'aumentare degli schiavi.
"Oltre nove milioni di schiavi furono deportati attraverso l'Atlantico fra
il 1451 e il 1870. Un altro milione, se non di più, non sopravvisse alla traversata,
mentre un numero incalcolabile morì nel viaggio tra il luogo di cattura e
quello dell'imbarco. La passione europea per lo zucchero fu il principale
incentivo per la tratta" (*). Gli schiavi coltivavano le piantagioni da
canna da zucchero esportato in Europa.
Oggi il capitale cerca gli schiavi a buon mercato, la mano d'opera a più basso costo,
nei luoghi del mondo in cui le garanzie sociali sono inesistenti e la 626 è un
prefisso telefonico.
L'economia
globale trasforma le Nazioni attraverso una metamorfosi.
Il
cittadino-produttore di Stati come l'Italia, la Spagna o il Canada diventa
cittadino-consumatore.
Il capitale
va dove lo porta il profitto. Le fabbriche si spostano dove esiste il
cittadino-produttore-con-meno-diritti, se si ha fortuna dove sopravvive il
cittadino-schiavo-senza-diritti.
Il
cittadino-consumatore diventa quindi disoccupato, cassintegrato, precario,
accusato di non voler lavorare a stipendi da schiavo e senza diritti.
Se sciopera, cosa inaudita (e anche inutile) nell'era della globalizzazione mondiale,
è accusato di voler seguire i Mondiali di calcio.
Senza che se accorga,
il cittadino-consumatore diventa cittadino-schiavo.
Se vuole
mantenere un'occupazione le leggi del capitale sono chiare, deve competere con
gli altri schiavi.
Se rinuncia a
ogni diritto, alla pensione, al TFR, alla sicurezza, si può fare.
È l'apoteosi del capitale che pareggia il mondo verso la schiavitù globale.
La sfrutta
dove già esiste e la crea dove non c'è ancora.
Chi detiene
il capitale diventa sempre più ricco, gli sfruttati globali sempre più poveri.
Il capitale si è evoluto, si è affrancato dagli Stati, spesso si è fatto Stato,
corrompe gli Stati, elegge i suoi politici-manager.
Lo Stato
moderno è fondato sul capitale e sviluppa la schiavitù con qualche cucchiaino
di zucchero.
L'economiamoderna sposta i capitali, quella dei secoli passati spostava gli schiavi.Cambiando nel tempo l'ordine degli schiavi e del capitale, il processo noncambia: la concentrazione del capitale aumenta con l'aumentare degli schiavi."Oltre nove milioni di schiavi furono deportati attraverso l'Atlantico frail 1451 e il 1870. Un altro milione, se non di più, non sopravvisse alla traversata,mentre un numero incalcolabile morì nel viaggio tra il luogo di cattura equello dell'imbarco. La passione europea per lo zucchero fu il principaleincentivo per la tratta" (*). Gli schiavi coltivavano le piantagioni dacanna da zucchero esportato in Europa. Oggi il capitale cerca gli schiavi a buon mercato, la mano d'opera a più basso costo,nei luoghi del mondo in cui le garanzie sociali sono inesistenti e la 626 è unprefisso telefonico.
L'economiaglobale trasforma le Nazioni attraverso una metamorfosi.
Ilcittadino-produttore di Stati come l'Italia, la Spagna o il Canada diventacittadino-consumatore.
Il capitaleva dove lo porta il profitto. Le fabbriche si spostano dove esiste ilcittadino-produttore-con-meno-diritti, se si ha fortuna dove sopravvive ilcittadino-schiavo-senza-diritti.
Ilcittadino-consumatore diventa quindi disoccupato, cassintegrato, precario,accusato di non voler lavorare a stipendi da schiavo e senza diritti. Se sciopera, cosa inaudita (e anche inutile) nell'era della globalizzazione mondiale,è accusato di voler seguire i Mondiali di calcio.
Senza che se accorga,il cittadino-consumatore diventa cittadino-schiavo.
Se vuolemantenere un'occupazione le leggi del capitale sono chiare, deve competere congli altri schiavi.
Se rinuncia aogni diritto, alla pensione, al TFR, alla sicurezza, si può fare. È l'apoteosi del capitale che pareggia il mondo verso la schiavitù globale.
La sfruttadove già esiste e la crea dove non c'è ancora.
Chi detieneil capitale diventa sempre più ricco, gli sfruttati globali sempre più poveri.Il capitale si è evoluto, si è affrancato dagli Stati, spesso si è fatto Stato,corrompe gli Stati, elegge i suoi politici-manager.
Lo Statomoderno è fondato sul capitale e sviluppa la schiavitù con qualche cucchiainodi zucchero.
(*) dal libro "Africa" di John Reader
InsidiA?Baciotto ricambiato
Quando ho iniziato a leggere ho temuto di trovare alla fine la sigla delle BR e la stella a cinque punte. Ma i loro messaggi erano quasi incomprensibili e infarciti di filosofia marxista così lontana dal popolo quanto le loro scellerate azioni. Questo, invece, è un resoconto storico che ha un fondamento concreto. C'è da dire che dal 1451 a oggi le condizioni dei lavoratori sono "leggermente" migliorate. Questo grazie alla spinta egoistica verso la produzione e lo sfruttamento delle risorse, unito al rischio di impresa che alcuni si sono assunti. Non ci sarebbero imprese senza idee, rischi e capitali, e non ci sarebbero operai senza imprese. Le rivendicazioni sindacali o le iniziative spontanee dei lavoratori hanno via via compensato gli squilibri, sino a giungere ai giorni nostri. Si è passati dal boom degli anni 50/60 (periodo di espansione economica, ergo vacche grasse) e la crisi petrolifera degli anni '70. Cicli fisiologici che si succedono continuamente. Le rivendicazioni sindacali si sono sempre ridotte nei periodi di crisi economica, e limitate alla salvaguardia dei posti di lavoro. Si sono fatte più pressanti, invece, nei periodi di espansione economica per un miglioramento retributivo che portasse a nuovo equilibrio nella redistribuzione della ricchezza. Questo è un periodo di recessione, e il bisogno è quello di salvaguardare i posti di lavoro. Pressare per un adeguamento della retribuzione innescherebbe un meccanismo che porterebbe le imprese a chiudere. L'imprenditore incassa quello che può e chiude bottega o emigra, e l'operaio se ne va a spasso. Fin qui ho parlato succintamente di lavoro e libera impresa (combinazione che fa crescere e prosperare un paese).
Poi c'è la speculazione. Questo è un male da combattere con tutte le forze. Ora se ne stanno rendendo conto anche gli stati che fino a poco tempo fa trascuravano il problema. Un ristretto gruppo di speculatori può mettere in crisi l'economia anche di grandi stati.
Poi ci sono le distorsioni del mercato che andebbero corrette con adeguati interventi di politica sociale (purché non si trasformi in politica assistenziale come in passato per fare tesserati e voti).
Cinziuzza, non sono mai riuscito ad essere di parte, perché ogni parte è di per sé rigida. E quando ti accorgi che dalla tua parte stanno sbagliando (se hai abbastanza senso critico per capirlo e non ti sei fottuto la testa), non puoi assolutamente dire: "Ma guardate che su questo, secondo me, hanno ragione loro". Ci sono argomentazioni valide dall'una e dall'altra parte su vari argomenti. Ma ideoliggizzare tutto è sbagliato. Anche perché le esigenze e le condizioni economiche variano nel tempo. Ci sono momenti storici in cui una politica sociale più incisiva si rende necessaria, e altri momenti in cui una tal politica non permetterebbe alcuna espansione economica.
Non si può liquidare tutto né con le tue né con le mie quattro battute. Ma credo che i problemi vadano affrontati senza posizioni preconcette. Quello di creare trincee e schieramenti lasciamolo fare ai politici di professione (che poi trovano sempre i compromessi per spartirsi il potere). Noi ragioniamo con la nostra testa, non facciamoci prendere per il culo e valutiamo le cose volta per volta. E se proprio vogliamo impegnarci nel sociale facciamolo nel nostro piccolo, nella nostra città. In questo persone di sinistra, cattolici, anarchici o di altro colore, alla fine si ritrovano nella concretezza a fare valutazioni non dissimili, anzi perfettamente convergenti.
Possiamo stare qui ore e ore a disquisire di questi problemi, ma se né l'uno né l'altra ammettiamo che ci sono cose buone dall'una e dall'altra parte, facciamo solo il gioco di chi nella divisione di persone fondamentalmente simili, costruisce e struttura il proprio potere. I peggiori nemici del potere sono i cani sciolti, dall'una e dall'altra parte. Così come ci sono pecore dall'una e dall'altra parte che cercano solo un pastore dal quale essere guidati. Ogni gregge viene raggruppato per uniformità di vedute e viene tenuto in vita coltivando l'odio e la paura.
Come al solito la propaganda di disinformazione tipica della sinistra continua ad operare per tentare di rovesciare quella democrazia che ovviamente è la loro falsa bandiera.
Come al solito la propaganda di disinformazione tipica della sinistra continua ad operare per tentare di rovesciare quella democrazia che ovviamente è la loro falsa bandiera.
Aldo
Brancher, ovvero:
cosa bisogna fare e che curriculum bisogna avere per diventare ministro in
Italia! (o per sottrarsi ai processi…)
Qui di seguito abbiamo un
piccolo esempio: la biografia non è aggiornata ma, essendo la notizia
recentissima, ciascuno può farlo per conto proprio .
Deputato della
Repubblica. Eletto in Veneto. È stato il regista del nuovo accordo tra Silvio
Berlusconi e Umberto Bossi, che ha portato la Casa delle libertà alla vittoria
elettorale del 2001.
Era prete
paolino e manager
pubblicitario di Famiglia
cristiana. Don Aldo,
giovane e brillante, era il braccio destro del miticodon EmilioMammana, che aprì il primo ufficio pubblicità di Famiglia
cristiana a Milano, facendo uscire il settimanale dall'ambiente provinciale di
Alba e dalle sacrestie. Grazie a don Mammana, Famiglia cristiana divenne uno
dei settimanali italiani più venduti e più ricchi di pubblicità.
Accanto a don Mammana
c'era sempre lui, don
Aldo, pretino giovane e spregiudicato, guardato con un po' d'apprensione dalle segretarie,
per via dei suoi modi, non proprio da prete fedele al voto di castità.
I soldi che faceva
girare erano tanti e il ragazzo era svelto. Forse troppo. Tanto che don Zega,
allora direttore di Famiglia cristiana, arrivò ai ferri corti con don Aldo.
Sarà per questo, o per una donna che era entrata stabilmente nella sua vita, ma
comunque Brancher lasciò
ipaolini, cambiò vita, abbandonò il sacerdozio.Ma non la pubblicità:divenne
collaboratore di Fedele Confalonieri e manager di Publitalia, la concessionaria di
pubblicità della Fininvest.
"Don Aldo sta
facendo carriera", dicevano di lui i suoi vecchi colleghi di Famiglia
cristiana. La carriera sembrò interrompersi nel 1993, quando fu arrestato da Antonio Di Pietro per tangenti (300 milioni al ministro della Sanità Francesco De
Lorenzo, per la pubblicità contro l'Aids assegnata dal ministero alle reti
Fininvest). È subito ribattezzato "il Greganti della Fininvest"
perché in cella non aprì bocca, non raccontò i segreti delle tangenti
Fininvest. Condannato (in appello) a 2 anni e 8 mesi per falso in bilancio
e violazione della legge sul finanziamento ai partiti. Per la sua fedeltà aziendale
fu premiato: divenne responsabile di Forza Italia nel Nord e poi, nel 2001,
candidato alla Camera in Veneto, eletto senza problemi e subito nominato da
Berlusconi sottosegretario alle Riforme e alla devoluzione. Lavora accanto al
neo-ministro Umberto Bossi, che ha convinto ad abbandonare i toni
anti-Berlusconi per allearsi nel 2001 con Forza Italia.
AldoBrancher, ovvero: cosa bisogna fare e che curriculum bisogna avere per diventare ministro inItalia! (o per sottrarsi ai processi…)
Qui di seguito abbiamo unpiccolo esempio: la biografia non è aggiornata ma, essendo la notiziarecentissima, ciascuno può farlo per conto proprio .
Deputato dellaRepubblica. Eletto in Veneto. È stato il regista del nuovo accordo tra SilvioBerlusconi e Umberto Bossi, che ha portato la Casa delle libertà alla vittoriaelettorale del 2001.
Era pretepaolino e managerpubblicitario di Famigliacristiana. Don Aldo,giovane e brillante, era il braccio destro del miticodon EmilioMammana, che aprì il primo ufficio pubblicità di Famigliacristiana a Milano, facendo uscire il settimanale dall'ambiente provinciale diAlba e dalle sacrestie. Grazie a don Mammana, Famiglia cristiana divenne unodei settimanali italiani più venduti e più ricchi di pubblicità.
Accanto a don Mammanac'era sempre lui, donAldo, pretino giovane e spregiudicato, guardato con un po' d'apprensione dalle segretarie,per via dei suoi modi, non proprio da prete fedele al voto di castità.
I soldi che facevagirare erano tanti e il ragazzo era svelto. Forse troppo. Tanto che don Zega,allora direttore di Famiglia cristiana, arrivò ai ferri corti con don Aldo.Sarà per questo, o per una donna che era entrata stabilmente nella sua vita, macomunque Brancher lasciòipaolini, cambiò vita, abbandonò il sacerdozio.Ma non la pubblicità:divennecollaboratore di Fedele Confalonieri e manager di Publitalia, la concessionaria dipubblicità della Fininvest.
"Don Aldo stafacendo carriera", dicevano di lui i suoi vecchi colleghi di Famigliacristiana. La carriera sembrò interrompersi nel 1993, quando fu arrestato da Antonio Di Pietro per tangenti (300 milioni al ministro della Sanità Francesco DeLorenzo, per la pubblicità contro l'Aids assegnata dal ministero alle retiFininvest). È subito ribattezzato "il Greganti della Fininvest"perché in cella non aprì bocca, non raccontò i segreti delle tangentiFininvest. Condannato (in appello) a 2 anni e 8 mesi per falso in bilancioe violazione della legge sul finanziamento ai partiti. Per la sua fedeltà aziendalefu premiato: divenne responsabile di Forza Italia nel Nord e poi, nel 2001,candidato alla Camera in Veneto, eletto senza problemi e subito nominato daBerlusconi sottosegretario alle Riforme e alla devoluzione. Lavora accanto alneo-ministro Umberto Bossi, che ha convinto ad abbandonare i tonianti-Berlusconi per allearsi nel 2001 con Forza Italia.
ex presidente della giunta regionale Valle d’Aosta è stato condannato in via definitiva dalla Cassazione nel ’94 a 16 mesi di reclusione, 2 milioni di multa e risarcimento dei danni alla Regione per abuso d’ufficio: favorí una ditta “amica” nell’appalto per la costruzione del compattatore di rifiuti di Brissogne. Dichiarato decaduto dalla Corte d’appello di Torino, in quanto “ineleggibile”, nel 2001 si candida al senato con l’Union Valdotaine, i Ds e i Democratici.
Cinziù, la monnezza è monnezza. E questa è pure monnezza noddica.
La questione morale può essere un serio argomento o solo un tema da tirare fuori quando conviene e a senso unico.
Bravissimo
InsidiA. La monnezza è uguale e puzza uguale in tutte le case. L’unica
differenza sta nella quantità prodotta.
;-)
Quel vizietto di “Lieve entità”
(propaganda
di disinformazione tipica della sinistra)
Le mie colleghe dicono
che ci sono cose più importanti a cui pensare ad es. il blocco degli stipendi.
Giusto! Salvo poi
obiettare “che
lo sciopero non va bene, l’assemblea non va bene, il manifestino non va bene,
la mail non va bene”. A questo punto non resta che mettersi le dita nel naso come forma
di protesta!
Le mie colleghe dicono
che ci sono cose più importanti a cui pensare ad es. il taglio del fondo
incentivante. Giusto!
Salvo poi considerare “che meglio poco che niente.” Come dice mio marito
meglio un pugno che un
calcio in bocca!
Le mie colleghe dicono
che ci sono cose più importanti a cui pensare ad es. la legge sulle
intercettazioni.
Giusto! Salvo poi dire “tanto non si può fare nulla e tra poco iniziano i mondiali”.
Questa non la so
commentare, mi arrendo per stanchezza!
Ma io la notizia ve la
voglio dire lo stesso, (mentre rifletto se sia il caso di allentare un po’ l’amicizia
con le colleghe).
Ricordatevi questi nomi
(e soprattutto i partiti a cui appartengono).
Ora gli onorevoli
signori hanno presentato un emendamento, il 1707, al ddl sulle intercettazioni.
Sentite cosa
propongono.
«La commissione
Giustizia del Senato ….nelle ipotesi di atti sessuali con minorenni …. ha
previsto la non applicabilità dell'arresto obbligatorio nei casi di lieve
entità così come già avviene per la violenza sessuale..."
Se penso alla parola
violenza, mi viene in mente un atto che un soggetto compie per indurre un
altro soggetto a
compiere ciò che in caso contrario non avrebbe compiuto! E se io a questa
parola
”violenza” aggiungo l’aggettivo
“sessuale”, allora mi vengono in mente parole come brutalità,
BravissimoInsidiA. La monnezza è uguale e puzza uguale in tutte le case. L’unicadifferenza sta nella quantità prodotta.
;-)
Quel vizietto di “Lieve entità”
(propagandadi disinformazione tipica della sinistra)
Le mie colleghe diconoche ci sono cose più importanti a cui pensare ad es. il blocco degli stipendi.
Giusto! Salvo poiobiettare “chelo sciopero non va bene, l’assemblea non va bene, il manifestino non va bene,la mail non va bene”. A questo punto non resta che mettersi le dita nel naso come formadi protesta!
Le mie colleghe diconoche ci sono cose più importanti a cui pensare ad es. il taglio del fondo
incentivante. Giusto!Salvo poi considerare “che meglio poco che niente.” Come dice mio marito
meglio un pugno che uncalcio in bocca!
Le mie colleghe diconoche ci sono cose più importanti a cui pensare ad es. la legge sulle
intercettazioni.Giusto! Salvo poi dire “tanto non si può fare nulla e tra poco iniziano i mondiali”.
Questa non la socommentare, mi arrendo per stanchezza!
Ma io la notizia ve lavoglio dire lo stesso, (mentre rifletto se sia il caso di allentare un po’ l’amicizia
con le colleghe).
Ricordatevi questi nomi(e soprattutto i partiti a cui appartengono).
Ora gli onorevolisignori hanno presentato un emendamento, il 1707, al ddl sulle intercettazioni.
Sentite cosapropongono.
«La commissioneGiustizia del Senato ….nelle ipotesi di atti sessuali con minorenni …. haprevisto la non applicabilità dell'arresto obbligatorio nei casi di lieveentità così come già avviene per la violenza sessuale..."
Se penso alla parolaviolenza, mi viene in mente un atto che un soggetto compie per indurre un
altro soggetto acompiere ciò che in caso contrario non avrebbe compiuto! E se io a questaparola
”violenza” aggiungo l’aggettivo“sessuale”, allora mi vengono in mente parole come brutalità,
Per opinioni, commenti e spernacchiamenti la mail è gliuccelli@ymail.com
La monnezza non è una questione di quantità, ma di sistema. So bene che in quell'elenco sono quasi tutti di FI (invero riciclati da vari partiti, DC, PSI, e se non erro anche PC, oltre che altri; tutti provenienti da un vecchio sistema consociativo che sopravviveva nel silenzio colpevole di TUTTI). La magistratura ha tenuto per mezzo secolo nei cassetti miriadi di esposti di liberi cittadini vessati dal sistema (imprenditori esclusi da gare di appalto; persone non ammesse in concorsi truccati: università, ricerca, incarichi vari, consulenze, magistratura, avvocatura, pubblica amministrazione in genere). Il sistema era quello e non andava toccato. Poi, come di incanto, la magistratura si è svegliata ed è partita mani pulite. Così un magistrato, prima commissario di polizia, che appare quasi analfabeta ha fatto carriera. So come si svolgono i concorsi in Polizia, ne ho fatto uno. E so come si svolgono anche quelli in magistratura (forse uno tra i concorsi che ancora un po' si salva, ma solo un po'). Trovami un solo figlio di deputato, senatore, magistrato o comunque uomo di un certo potere, che sia disoccupato (involontariamente disoccupato).
Ad ogni modo, in seguito al risveglio inaspettato della magistratura, è successo quello che tutti sappiamo. Ne restarono indenni, o quasi, solo quelli della sinistra. Tutti puliti e rosei come il culetto di un bambinio dopo il cambio? Può darsi.
Veniamo alla questione morale. Può chi ha sul groppone una sentenza passata in giudicato per un reato, essere candidato o ricoprire una qualsiasi carica politica? Verrebbe subito da dire NO! Chi è al governo (in senso lato) di un paese deve essere illibato. E' una questione di decoro e, prima di tutto, di fiducia.
Però poi mi domando: tutti i reati sono uguali? Di certo chi ha preso bustarelle, pilotato appalti, abusato del prorpio potere ecc. ecc. Ha dimostrato di non meritare la fiducia dei cittadini. Ma ci sono anche reati di lieve entità e di scarso rilievo morale. Anzi, alcuni, come la resistenza alla forza pubblica in certi contesti di protesta, vengono visti come atti di cui andare fieri. Ma fin qui parliamo di etica o di morale. Anche l'etica e la morale sono uguali per tutti o sono concetti variabili nel tempo e nello spazio?
Veniamo alla legge. La legge prevede l'istituto della riabilitazione. Questo significa che, scontata la pena, riparato il danno e trascorso un ragionevle lasso di tempo (almeno 5 anni), la persona condannata può chiedere la riabilitazione, ovvero la cancellazione di tutte quelle pene accessorie come la interdizione dai pubblici uffici (per inciso, l'interdizione dai pubblici uffici non si applica al Parlamento). Dunque, una volta riabilitato (fedina penale immacolata), nulla vieta (per legge) che la persona possa ricandidarsi. Questa è una legge dello Stato che nessuno si sta preoccupando di cambiare (dico nessuno, a parte i Radicali o tipi come Grillo o Di Pietro). Invero, ritengo che l'istituto della riabilitazione in sé non sia sbagliato. Se la pena ha una funzione tendenzialmente rieducativa, deve essere permesso a chi ha commesso un reato di dimostrare di essersi ravveduto e di avere riparato il danno (quando possibile). Ritengo sia una conquista di democrazia e civiltà dare la possibilità a chi ha sbagliato di reintegrarsi nella società, là dove dimostri un concreto ravvedimento. Il problema è che tale istituto prevede tutta una serie di casi e possibilità da renderlo eccessivamente elastico. Occorrerebbe ampliare i casi di esclusione e i limiti di applicazione. Al momento, ribadisco, per accedere al Parlamento non occorre neppure la riabilitazione. Residua soltanto un obbligo morale (non sanzionato) dei partiti. Perché nessuno dei due grandi schieramenti ha mai considerato come una priorità su tutte la questione morale? Molto semplice (anche banale); perché se so che Pinco Pallo mi porta diecimila voti (ma anche meno di questi tempi), prima di tenerlo fuori ci penso due volte. Oppure perché so che mi è fedele (per riconoscenza o ricatto).
Tutte le questioni che poni sono legittime, specie in tema di riforma di certi reati. Sono questioni che se realmente riscontrate aprirebbero le porte a situazioni gravi di impunità.
Il problema è un altro, però, a mio giudizio. Fare della lotta contro abusi o orrori legislativi, non può e non deve tradursi in lotta politica per demolire l'altra parte. Non per chi ha a cuore l'etica e la morale a prescindere dal colore. Perché il giorno in cui sarà al governo l'altra parte il bavaglio sarà molto più serrato, e scovare la monnezza in casa propria sarà attività di pochi coraggiosi e martiri che saranno poi definitivamente isolati.
Ti rispetto profondamente per la tua scelta di batterti contro le ingiustizie. Ma valuta a fondo se la tua lotta si stia rivolgendo ad un sistema che tutto comprende, o se le tue energie e le tua buona fede siano sfruttate da sedicenti amici o compagni per distruggere l'avversario. Non ho nulla contro la lotta politica (anche aspra e senza esclusione di colpi) tra parti avverse. Quello che non mi va giù è che persone pure come te vengano usate dall'una e dall'altra parte facendo leva sui vostri principi e sulle vostre legittime aspirazioni.
Se c'è qualcosa (nei massimi sistemi) su cui si dovrebbe lavorare è la questione etica. Ma è un lavoro e una lotta che andrebbero indirizzati contro il sistema. Un sitema nel quale, senza distinzioni di colori, dietro ogni centro di potere (grande o piccolo che sia), si nasconde l'abuso, il favoritismo e quant'altro.
La monnezza la troverai scavando in ogni direzione. Ma se domani tu dovessi fondare un tuo giornale per mezzo del quale mettere a nudo episodi di corruzione e malaffare che riguardano chiunque, vedresti venire a galla tutta la melma di ipocrisia anche dalla parte di chi credevi si battesse soltanto per degli ideali.
La monnezza non è una questione di quantità, ma di sistema. So bene che in quell'elenco sono quasi tutti di FI (invero riciclati da vari partiti, DC, PSI, e se non erro anche PC, oltre che altri; tutti provenienti da un vecchio sistema consociativo che sopravviveva nel silenzio colpevole di TUTTI). La magistratura ha tenuto per mezzo secolo nei cassetti miriadi di esposti di liberi cittadini vessati dal sistema (imprenditori esclusi da gare di appalto; persone non ammesse in concorsi truccati: università, ricerca, incarichi vari, consulenze, magistratura, avvocatura, pubblica amministrazione in genere). Il sistema era quello e non andava toccato. Poi, come di incanto, la magistratura si è svegliata ed è partita mani pulite. Così un magistrato, prima commissario di polizia, che appare quasi analfabeta ha fatto carriera. So come si svolgono i concorsi in Polizia, ne ho fatto uno. E so come si svolgono anche quelli in magistratura (forse uno tra i concorsi che ancora un po' si salva, ma solo un po'). Trovami un solo figlio di deputato, senatore, magistrato o comunque uomo di un certo potere, che sia disoccupato (involontariamente disoccupato).
Ad ogni modo, in seguito al risveglio inaspettato della magistratura, è successo quello che tutti sappiamo. Ne restarono indenni, o quasi, solo quelli della sinistra. Tutti puliti e rosei come il culetto di un bambinio dopo il cambio? Può darsi.
Veniamo alla questione morale. Può chi ha sul groppone una sentenza passata in giudicato per un reato, essere candidato o ricoprire una qualsiasi carica politica? Verrebbe subito da dire NO! Chi è al governo (in senso lato) di un paese deve essere illibato. E' una questione di decoro e, prima di tutto, di fiducia.
Però poi mi domando: tutti i reati sono uguali? Di certo chi ha preso bustarelle, pilotato appalti, abusato del prorpio potere ecc. ecc. Ha dimostrato di non meritare la fiducia dei cittadini. Ma ci sono anche reati di lieve entità e di scarso rilievo morale. Anzi, alcuni, come la resistenza alla forza pubblica in certi contesti di protesta, vengono visti come atti di cui andare fieri. Ma fin qui parliamo di etica o di morale. Anche l'etica e la morale sono uguali per tutti o sono concetti variabili nel tempo e nello spazio?
Veniamo alla legge. La legge prevede l'istituto della riabilitazione. Questo significa che, scontata la pena, riparato il danno e trascorso un ragionevle lasso di tempo (almeno 5 anni), la persona condannata può chiedere la riabilitazione, ovvero la cancellazione di tutte quelle pene accessorie come la interdizione dai pubblici uffici (per inciso, l'interdizione dai pubblici uffici non si applica al Parlamento). Dunque, una volta riabilitato (fedina penale immacolata), nulla vieta (per legge) che la persona possa ricandidarsi. Questa è una legge dello Stato che nessuno si sta preoccupando di cambiare (dico nessuno, a parte i Radicali o tipi come Grillo o Di Pietro). Invero, ritengo che l'istituto della riabilitazione in sé non sia sbagliato. Se la pena ha una funzione tendenzialmente rieducativa, deve essere permesso a chi ha commesso un reato di dimostrare di essersi ravveduto e di avere riparato il danno (quando possibile). Ritengo sia una conquista di democrazia e civiltà dare la possibilità a chi ha sbagliato di reintegrarsi nella società, là dove dimostri un concreto ravvedimento. Il problema è che tale istituto prevede tutta una serie di casi e possibilità da renderlo eccessivamente elastico. Occorrerebbe ampliare i casi di esclusione e i limiti di applicazione. Al momento, ribadisco, per accedere al Parlamento non occorre neppure la riabilitazione. Residua soltanto un obbligo morale (non sanzionato) dei partiti. Perché nessuno dei due grandi schieramenti ha mai considerato come una priorità su tutte la questione morale? Molto semplice (anche banale); perché se so che Pinco Pallo mi porta diecimila voti (ma anche meno di questi tempi), prima di tenerlo fuori ci penso due volte. Oppure perché so che mi è fedele (per riconoscenza o ricatto).
Tutte le questioni che poni sono legittime, specie in tema di riforma di certi reati. Sono questioni che se realmente riscontrate aprirebbero le porte a situazioni gravi di impunità.
Il problema è un altro, però, a mio giudizio. Fare della lotta contro abusi o orrori legislativi, non può e non deve tradursi in lotta politica per demolire l'altra parte. Non per chi ha a cuore l'etica e la morale a prescindere dal colore. Perché il giorno in cui sarà al governo l'altra parte il bavaglio sarà molto più serrato, e scovare la monnezza in casa propria sarà attività di pochi coraggiosi e martiri che saranno poi definitivamente isolati.
Ti rispetto profondamente per la tua scelta di batterti contro le ingiustizie. Ma valuta a fondo se la tua lotta si stia rivolgendo ad un sistema che tutto comprende, o se le tue energie e le tua buona fede siano sfruttate da sedicenti amici o compagni per distruggere l'avversario. Non ho nulla contro la lotta politica (anche aspra e senza esclusione di colpi) tra parti avverse. Quello che non mi va giù è che persone pure come te vengano usate dall'una e dall'altra parte facendo leva sui vostri principi e sulle vostre legittime aspirazioni.
Se c'è qualcosa (nei massimi sistemi) su cui si dovrebbe lavorare è la questione etica. Ma è un lavoro e una lotta che andrebbero indirizzati contro il sistema. Un sitema nel quale, senza distinzioni di colori, dietro ogni centro di potere (grande o piccolo che sia), si nasconde l'abuso, il favoritismo e quant'altro.
La monnezza la troverai scavando in ogni direzione. Ma se domani tu dovessi fondare un tuo giornale per mezzo del quale mettere a nudo episodi di corruzione e malaffare che riguardano chiunque, vedresti venire a galla tutta la melma di ipocrisia anche dalla parte di chi credevi si battesse soltanto per degli ideali.
Ho già fondato quel "giornale". Sto impostando l'11 edizione. Dammi il consenso a presentare questo tuo intervento per la prossima pubblicazione (tutto o la parte in grassetto) Sappi che, se verrà accettato, avrò bisogno della tua liberatoria. Per ora dimmi soltanto se posso sfruttare ciò che hai scritto qui sopra. Ci aggiorneremo via mail. ;-)
La monnezza non è una questione di quantità, ma di sistema. So bene che in quell'elenco sono quasi tutti di FI (invero riciclati da vari partiti, DC, PSI, e se non erro anche PC, oltre che altri; tutti provenienti da un vecchio sistema consociativo che sopravviveva nel silenzio colpevole di TUTTI). La magistratura ha tenuto per mezzo secolo nei cassetti miriadi di esposti di liberi cittadini vessati dal sistema (imprenditori esclusi da gare di appalto; persone non ammesse in concorsi truccati: università, ricerca, incarichi vari, consulenze, magistratura, avvocatura, pubblica amministrazione in genere). Il sistema era quello e non andava toccato. Poi, come di incanto, la magistratura si è svegliata ed è partita mani pulite. Così un magistrato, prima commissario di polizia, che appare quasi analfabeta ha fatto carriera. So come si svolgono i concorsi in Polizia, ne ho fatto uno. E so come si svolgono anche quelli in magistratura (forse uno tra i concorsi che ancora un po' si salva, ma solo un po'). Trovami un solo figlio di deputato, senatore, magistrato o comunque uomo di un certo potere, che sia disoccupato (involontariamente disoccupato).
Ad ogni modo, in seguito al risveglio inaspettato della magistratura, è successo quello che tutti sappiamo. Ne restarono indenni, o quasi, solo quelli della sinistra. Tutti puliti e rosei come il culetto di un bambinio dopo il cambio? Può darsi.
Veniamo alla questione morale. Può chi ha sul groppone una sentenza passata in giudicato per un reato, essere candidato o ricoprire una qualsiasi carica politica? Verrebbe subito da dire NO! Chi è al governo (in senso lato) di un paese deve essere illibato. E' una questione di decoro e, prima di tutto, di fiducia.
Però poi mi domando: tutti i reati sono uguali? Di certo chi ha preso bustarelle, pilotato appalti, abusato del prorpio potere ecc. ecc. Ha dimostrato di non meritare la fiducia dei cittadini. Ma ci sono anche reati di lieve entità e di scarso rilievo morale. Anzi, alcuni, come la resistenza alla forza pubblica in certi contesti di protesta, vengono visti come atti di cui andare fieri. Ma fin qui parliamo di etica o di morale. Anche l'etica e la morale sono uguali per tutti o sono concetti variabili nel tempo e nello spazio?
Veniamo alla legge. La legge prevede l'istituto della riabilitazione. Questo significa che, scontata la pena, riparato il danno e trascorso un ragionevle lasso di tempo (almeno 5 anni), la persona condannata può chiedere la riabilitazione, ovvero la cancellazione di tutte quelle pene accessorie come la interdizione dai pubblici uffici (per inciso, l'interdizione dai pubblici uffici non si applica al Parlamento). Dunque, una volta riabilitato (fedina penale immacolata), nulla vieta (per legge) che la persona possa ricandidarsi. Questa è una legge dello Stato che nessuno si sta preoccupando di cambiare (dico nessuno, a parte i Radicali o tipi come Grillo o Di Pietro). Invero, ritengo che l'istituto della riabilitazione in sé non sia sbagliato. Se la pena ha una funzione tendenzialmente rieducativa, deve essere permesso a chi ha commesso un reato di dimostrare di essersi ravveduto e di avere riparato il danno (quando possibile). Ritengo sia una conquista di democrazia e civiltà dare la possibilità a chi ha sbagliato di reintegrarsi nella società, là dove dimostri un concreto ravvedimento. Il problema è che tale istituto prevede tutta una serie di casi e possibilità da renderlo eccessivamente elastico. Occorrerebbe ampliare i casi di esclusione e i limiti di applicazione. Al momento, ribadisco, per accedere al Parlamento non occorre neppure la riabilitazione. Residua soltanto un obbligo morale (non sanzionato) dei partiti. Perché nessuno dei due grandi schieramenti ha mai considerato come una priorità su tutte la questione morale? Molto semplice (anche banale); perché se so che Pinco Pallo mi porta diecimila voti (ma anche meno di questi tempi), prima di tenerlo fuori ci penso due volte. Oppure perché so che mi è fedele (per riconoscenza o ricatto).
Tutte le questioni che poni sono legittime, specie in tema di riforma di certi reati. Sono questioni che se realmente riscontrate aprirebbero le porte a situazioni gravi di impunità.
Il problema è un altro, però, a mio giudizio. Fare della lotta contro abusi o orrori legislativi, non può e non deve tradursi in lotta politica per demolire l'altra parte. Non per chi ha a cuore l'etica e la morale a prescindere dal colore. Perché il giorno in cui sarà al governo l'altra parte il bavaglio sarà molto più serrato, e scovare la monnezza in casa propria sarà attività di pochi coraggiosi e martiri che saranno poi definitivamente isolati.
Ti rispetto profondamente per la tua scelta di batterti contro le ingiustizie. Ma valuta a fondo se la tua lotta si stia rivolgendo ad un sistema che tutto comprende, o se le tue energie e le tua buona fede siano sfruttate da sedicenti amici o compagni per distruggere l'avversario. Non ho nulla contro la lotta politica (anche aspra e senza esclusione di colpi) tra parti avverse. Quello che non mi va giù è che persone pure come te vengano usate dall'una e dall'altra parte facendo leva sui vostri principi e sulle vostre legittime aspirazioni.
Se c'è qualcosa (nei massimi sistemi) su cui si dovrebbe lavorare è la questione etica. Ma è un lavoro e una lotta che andrebbero indirizzati contro il sistema. Un sitema nel quale, senza distinzioni di colori, dietro ogni centro di potere (grande o piccolo che sia), si nasconde l'abuso, il favoritismo e quant'altro.
La monnezza la troverai scavando in ogni direzione. Ma se domani tu dovessi fondare un tuo giornale per mezzo del quale mettere a nudo episodi di corruzione e malaffare che riguardano chiunque, vedresti venire a galla tutta la melma di ipocrisia anche dalla parte di chi credevi si battesse soltanto per degli ideali.
Ho già fondato quel "giornale". Sto impostando l'11 edizione. Dammi il consenso a presentare questo tuo intervento per la prossima pubblicazione (tutto o la parte in grassetto) Sappi che, se verrà accettato, avrò bisogno della tua liberatoria. Per ora dimmi soltanto se posso sfruttare ciò che hai scritto qui sopra. Ci aggiorneremo via mail. ;-)
Mi sta benissimo. Solo a due condizioni: 1) che il giornale sia apartitico; 2) che riveda il testo, perché scritto di getto e senza puntuali riferimenti a norme specifiche (una cosa è il Forum, altro è la pubblicazione su un giornale, of course). Per il resto ti do piena fiducia.
La tua mail credo di averla cancellata con l'ultima infausta formattazione del pc, quindi mandami tu una mail.
Ma guarda un po’ cosa scrivono queste mamme disinformate della solita
sinistra disfattista!
Gentile Ministro Gelmini,
l'altro giorno, leggendo la sua intervista sul Corriere della Sera, in cui
dichiarava che l'ASTENSIONE OBBLIGATORIA DOPO IL PARTO è un privilegio, sono
rimasta basita.
Che lei fosse poco ferrata sui problemi dell'educazione, non era necessaria la
laurea in pedagogia, che io possiedo e lei no, o i tre corsi post laurea, che
io possiedo e lei no, visto quello che sta combinando alla scuola statale. Ma
almeno speravo avesse competenze giuridiche, essendo lei avvocato ed io no.
Certo, dato che lei, ora paladina della regionalizzazione, si è abilitata in
"zona franca" (quel di Reggio Calabria), perché più facile (come da
lei con un'ingenuità e candore imbarazzante affermato), lo si poteva supporre.
E allora, prima le faccio una piccola lezione di diritto e poi parliamo
d'educazione. L'astensione dopo il parto, sulla quale lei oggi con tanta
leggerezza motteggia, è definita OBBLIGATORIA ed è un diritto inalienabile
previsto da quelle leggi, per cui donne molto più in gamba di lei e di me,
hanno combattuto strenuamente, a tutela delle lavoratrici madri.
Discorso diverso è il congedo parentale, di cui si può fruire, dopo i tre mesi
di vita del bambino, per un totale di 180g, solo in parte retribuiti
integralmente. Ovviamente per persone come lei, con un reddito di oltre 150.000
euro l'anno, pari quasi a quello del governatore della California Arnold
Schwarzenegger, discutere di retribuzione, in questo caso più che un
privilegio, è un'eresia.
Ovviamente lei non può immaginare, perché può permettersi tate, tatine, nido
"aziendale" al ministero, ma LA GENTE NORMALE, che lei dice di
comprendere, ha a che fare con file d'attesa interminabili per nidi
insufficienti e costi per baby-sitter superiori a quelli della propria
retribuzione.
Voglio dirle una cosa però, consapevole che le mie affermazioni susciteranno
più clamore delle sue, DA PEDAGOGISTA E DA ESPERTA, affermo che fruire
dell'astensione OBBLIGATORIA oltre che un DIRITTO è anche un DOVERE, prima di
tutto morale e poi anche sociale.
Come vede ho più volte sottolineato la parola OBBLIGATORIA, che già di per se
dovrebbe suggerirle qualcosa. Ma preferisco spiegarmi meglio, anche se è
necessaria una piccola premessa doverosa.
Lei come tante donne, crede che l'essere madre, anche se nel suo caso da pochi
giorni, le dia la competenza per parlare e pontificare su educazione e sviluppo
del bambino, ai quali grandi studiosi hanno dedicato anni e anni di studio. In
realtà, per dibattere sulla pedagogia, oggi chiamata più propriamente SCIENZE
DELL'EDUCAZIONE, bisogna avere competenze specifiche, che dalle sue
dichiarazione lei non sembra possedere.
Le potrei parlare della teoria sull'attaccamento di Bowlby, dell'imprinting e
di etologia, ma non voglio confonderle le idee e quindi ricorro ad esempi più
accessibili.
Basta guardare il regno animale per rendersi conto come le femmine di tutte le
specie non si allontanano dai cuccioli e dedicano loro attenzione massima e
cura FINO ALLO SVEZZAMENTO Non è una legge specifica relativa agli umani, ma
della natura tutta. Procreare, infatti, implica delle responsabilità precise, è
una scelta di vita, CHE SE CAMBIA IL COMPORTAMENTO ANIMALE, A MAGGIOR RAGIONE
CAMBIA LA VITA DI UNA DONNA.
Sbaglia chi crede che l'arrivo di un figlio, non comporti cambiamenti nella
propria vita. Un bambino non chiede di nascere, fare un figlio non è un
capriccio da togliersi, ma una scelta di servizio, di dono di se stessi e anche
del proprio tempo. Non sono i figli che devono inserirsi nella nostra vita,
siamo noi che dobbiamo cambiarla per renderla a loro misura. Se non facciamo
questo, potremmo fare crescere bambini soli, senza autostima e con poca
sicurezza di sé. Bambini affamati di attenzioni, perché non gliene è stata data
abbastanza nel momento in cui ne avevano massimo bisogno, cioè i primi mesi di
vita. L'idea che non capiscono niente, che non percepiscono la differenza ad
esempio tra un seno materno e un biberon della tata, è solo nostra. Ciò non
vuol certo dire che tutti bambini allattati artificialmente o che tutti bambini
con genitori che tornano subito a lavoro, saranno dei disadattati. Ma bisogna
fare del nostro meglio per farli crescere bene, come quando in gravidanza
assumevamo l'acido folico, per prevenire la "spina bifida".
I bambini hanno nette percezioni, già nel grembo materno. L'idea, che se
piangono non si devono prendere in braccio "perché si abituano alle
braccia", è un luogo comune.
Le "abitudini" arrivano dopo i 6 mesi, fino ad allora è tutto AMORE.
Non è un caso che studi recenti, riabilitano il co-sleeping, (dormire nel
lettone) e i migliori pediatri sostengono la scelta dell'allattamento a
richiesta. Il volere educare i bambini inquadrandoli come soldati, già dai
primi giorni di vita, non solo é antisociale, perché una generazione cresciuta
senza il rispetto dei suoi ritmi di crescita può essere inevitabilmente
compromessa, ma è un comportamento al di fuori delle più elementari regole
umane e naturali.
Poi è anche vero che per molte donne, tornare a lavorare subito dopo il parto
sia una necessità assoluta. Ma per questo problema dovrebbe intervenire
adeguatamente lo Stato e non certo con affermazioni come le sue.
Mi rendo conto che il suo lavoro le permette di lasciare la bambina, rilasciare
interviste di questo tipo (di cui noi non sentivamo la necessità) e tornare con
comodo da sua figlia. Ma ci sono lavori che richiedono tempi e una fatica
fisica e mentale che lei non conosce. Tempo che sarebbe inevitabilmente tolto
ad un neonato che ha bisogno di una mamma "fresca", che gli dedichi
la massima attenzione.
Noi donne infatti, se spesso per necessità ci comportiamo come Wonder Woman,
poi siamo colpite da sindrome di sovra affaticamento.E non è vero che è
importante la qualità e non la quantità:
- perché la qualità del tempo di una mamma da pochi giorni, che rientra nel
tritacarne della routine quotidiana, aggiungendo il carico della gestione di un
neonato, può essere compromessa.
- perché un bambino non dovrebbe scegliere tra qualità e quantità, almeno nei
primi mesi, dovrebbe disporre di entrambe le cose.
Per non parlare poi del fatto, che se un genitore non può permettersi qualcuno
che tenga il bambino nella propria casa, nel corso degli spostamenti, lo
espone, con un bagaglio immunologico ancora carente, alle intemperie o alle
inevitabili possibilità di contagio presenti in un nido. Infatti, è
scientificamente provato che i bambini, che vanno al Nido troppo presto, o che
non vengono allattati al seno, sono più soggetti ad ammalarsi, con danno
economico sia per le famiglie che per il sistema sanitario.
Poi per carità, si può obiettare, che ci sono bambini che si ammalano anche in
casa, o come succede anche ai bambini allattati al seno, ma è come dire ad un
medico, che giacché si è avuto un nonno fumatore campato 100 anni, non è vero
che il fumo fa male.
Bisogna dunque incentivare i comportamenti da genitore virtuoso, anche con la
consapevolezza che i bambini non sono funzioni matematiche, ma si può fare
molto, per favorire una crescita armoniosa, già dalla prima infanzia, se non
addirittura durante la gravidanza.
E allora le domando Ministro, di svolgere il suo ruolo importante istituzionale
con maggiore serietà, cercando di evitare affermazioni fuori luogo come questa,
o come quella secondo cui "studiare non è poi così importante",
prendendo Renzo Bossi come esempio.
Si dovrebbe impegnare di più nell'analisi dei problemi, per evitare valutazioni
errate e posizioni dannose per lei, per gli altri e per il Paese.
Perché forse qualcuno potrebbe aver pensato che tutto sommato il suo era un
ministero poco importante, che se guidato da un giovane ministro senza
competenze specifiche, "non poteva arrecare grossi danni",
soprattutto obbedendo ciecamente ai dettami del Tesoro, ma lei con la sua
presunzione di voler parlare di cose che non conosce, sta contribuendo a minare
il futuro di un'intera generazione.
Un'ultima cosa, lei che di privilegi se ne intende bene, essendo un politico,
la usi con maggiore pudore questa parola.
C'è ancora voglia di separazione purtroppo e per questo motivo si leggono lettere come questa...i bambini non sono esclusiva proprietà delle madri è la stessa società che dovrebbe ormai sentire il bisogno di tutelarle, almeno fino a quando i bambini necessitano delle loro cure...una società di grande profilo sa che i bambini hanno bisogni: di coccole, di cibo, di educazione...una società vecchia punta i piedi solo sulle leggi, sui bisogni, sulle beghe personali ,è necessità di tutti: destra e sinistra... non capisco le discussioni, sono assolutamente prive di interesse. Mentre destra e sinistra si fanno la guerra per cavilli, i bambini vengono picchiati , viene negato loro lo studio migliore per la loro crescita personale, vengono lasciati soli ...da noi è ancora lontano il momento di comprensione globale, quello in cui tutti sanno che da certe regole non si può uscire, perchè sono regole di tutti, accettate, condivise da tutti.... e da qui che si fa il salto...non mi interessa la Gelmini ma nemmeno questa mamma che lamenta le solite cose,probabilmente quelle che "lei "non ha mai compreso perfettamente. Un saluto
L'economiamoderna sposta i capitali, quella dei secoli passati spostava gli schiavi.Cambiando nel tempo l'ordine degli schiavi e del capitale, il processo noncambia: la concentrazione del capitale aumenta con l'aumentare degli schiavi."Oltre nove milioni di schiavi furono deportati attraverso l'Atlantico frail 1451 e il 1870. Un altro milione, se non di più, non sopravvisse alla traversata,mentre un numero incalcolabile morì nel viaggio tra il luogo di cattura equello dell'imbarco. La passione europea per lo zucchero fu il principaleincentivo per la tratta" (*). Gli schiavi coltivavano le piantagioni dacanna da zucchero esportato in Europa. Oggi il capitale cerca gli schiavi a buon mercato, la mano d'opera a più basso costo,nei luoghi del mondo in cui le garanzie sociali sono inesistenti e la 626 è unprefisso telefonico.
L'economiaglobale trasforma le Nazioni attraverso una metamorfosi.
Ilcittadino-produttore di Stati come l'Italia, la Spagna o il Canada diventacittadino-consumatore.
Il capitaleva dove lo porta il profitto. Le fabbriche si spostano dove esiste ilcittadino-produttore-con-meno-diritti, se si ha fortuna dove sopravvive ilcittadino-schiavo-senza-diritti.
Ilcittadino-consumatore diventa quindi disoccupato, cassintegrato, precario,accusato di non voler lavorare a stipendi da schiavo e senza diritti. Se sciopera, cosa inaudita (e anche inutile) nell'era della globalizzazione mondiale,è accusato di voler seguire i Mondiali di calcio.
Senza che se accorga,il cittadino-consumatore diventa cittadino-schiavo.
Se vuolemantenere un'occupazione le leggi del capitale sono chiare, deve competere congli altri schiavi.
Se rinuncia aogni diritto, alla pensione, al TFR, alla sicurezza, si può fare. È l'apoteosi del capitale che pareggia il mondo verso la schiavitù globale.
La sfruttadove già esiste e la crea dove non c'è ancora.
Chi detieneil capitale diventa sempre più ricco, gli sfruttati globali sempre più poveri.Il capitale si è evoluto, si è affrancato dagli Stati, spesso si è fatto Stato,corrompe gli Stati, elegge i suoi politici-manager.
Lo Statomoderno è fondato sul capitale e sviluppa la schiavitù con qualche cucchiainodi zucchero.
(*) dal libro "Africa" di John Reader
InsidiA?Baciotto ricambiato
e quindi, cervellona, cosa proponi? una corrierina per il giusto pianeta degli alieni? o vuoi imbracciare i fucili? nel qual caso spero d'essere fuori dalla portata dei tuoi stronzi proiettili. oppure ti metti in politica? ahahahahahahahahah!!!!!
Principio generale: Sistema finanziato tramite contributi assicurativi (a
carico del datore di lavoro) e imposte
Contributi assicurativi: 5,4% a carico del datore di lavoro senza limite massimo
Per le basse retribuzioni,
minori contributi a carico del datore
Altri contributi specifici: contribuzione sociale generale (CSG) sui redditi da
impresa (1,08%) e sugli altri redditi (1,10%)
Partecipazione dello Stato: compensazione delle misure di esonero contributivo
Legislazione
Articoli L. 511-1 e ss. del
Codice di sicurezza sociale, libro V
Principi di base
Assegni famigliari
Sistema universale finanziato
tramite contributi assicurativi a carico del datore di lavoro e dei
lavoratori autonomi e tramite una parte della contribuzione sociale generale
(CSG)
Assegni per l’educazione
Prestazione per l’accoglienza
del bambino (PAJE, Prestation d’accueil du jeune enfant). Tale
prestazione è destinata all’accoglienza, il mantenimento e l’educazione dei
bambini e comprende:
·prima tappa: premio alla nascita (o adozione) e assegno
di base (vedi assegno per la nascita);
·seconda tappa: integrazione per la libera scelta di
custodia del bambino (asilo, terza persona, ecc)
Campo d'applicazione
Assegni famigliari
Beneficiari: tutte le persone residenti in modo stabile e regolare
Assegni per l’educazione
Beneficiari: famiglie dove sia presente un bambino con meno di 3
anni di età (o un bambino adottato)
Condizioni
Assegni famigliari
Residenza dei figli: residenza sul territorio
Altre condizioni: due figli a carico
Limite d’età: 20 anni per il figlio a carico, a patto che la sua
retribuzione non ecceda il 55% dello SMIC (salario minimo interprofessionale
di crescita)
Assegni per l’educazione
Non ci sono condizioni di
reddito ma è necessario dimostrare una attività lavorativa di almeno 8
trimestri (consecutivi e non), ai sensi dell’assicurazione per la vecchiaia,
negli ultimi 2 anni precedenti l’arrivo del 1° figlio, negli ultimi 4 anni
per il 2° figlio o negli ultimi 5 anni per il 3° figlio
Prestazioni
Assegni famigliari
Importi mensili:
·2 figli: € 117,14
·3 figli: € 267,21
·4 figli: € 417,29
·5 figli: € 567,37
·6 figli: € 717,45
·Ogni figlio in più: € 150,08
Il reddito della famiglia è
irrilevante
Previste piccole maggiorazioni
in funzione dell’età dei figli
Assegni per l’educazione
Importi:
·tasso pieno (cessazione totale): €521,85
·tasso parziale (per attività a tempo parziale): €
396,82
·attività superiore al 50% e inferiore all’80% del tempo
totale: € 300,08
Altre prestazioni
Assegni per la nascita o
per l’adozione: (facente parte del
sistema PAJE)
€ 840,96 al 7° mese di
gravidanza per ogni bambino che deve nascere, € 1.681,91 in
caso di adozione (fino ai 20 anni di età). Tale prestazione è elargita
secondo determinate condizioni di reddito ed è seguita dall’assegno di base:
dalla nascita fino al 3° compleanno € 168,20 (oppure per tre anni dalla data
di adozione, nel limite dei 20 anni di età per l’adottato)
Assegno per custodia del
bambino: (facente parte del sistema
PAJE: prestation d’accueil du jeune enfant)
·integrazione per la libera scelta della custodia: presa
a carico parziale e variabile in funzione del reddito del nucleo famigliare e
del reddito della persona che assicura la custodia del bambino minore dei 3
anni. Presa a carico totale dei contributi per una terza persona che si
occupa del bambino fino ai 6 anni di età (fra i 3 e i 6 anni solo il 50%)
·assegno per la presenza dei genitori: versato al
genitore che sospende o riduce la propria attività in caso il figlio sia
affetto da malattia grave. Gli importi, secondo la restante attività, vanno
da € 260,94 a
€ 856,55
Assegno per genitori soli: assegno a garanzia di un reddito famigliare minimo
per persone isolate.
Importo mensile: € 551,81
+ € 183,94 per ogni figlio
Assegno speciale per figli
handicappati: tasso di handicap di
almeno il 50%, fino all’età dei 20 anni: € 117,72 al mese, senza condizioni
di reddito
Assegno per la scuola
(allocation de rentrée scolaire): versamento unico, sotto certe condizioni di
reddito, di € 263,28 per bambini di età compresa fra i 6 e i 18 anni
Casi speciali
Disoccupati: assegni famigliari normali
Titolari di pensione: assegni famigliari normali
Orfani: assegni famigliari normali e assegno al sostegno
famigliare
·€ 109,81 al mese per orfani di padre e di madre;
·€ 82,36 al mese per figlio con un solo genitore
Rivalutazione
Rivalutazione per Decreto il
1° gennaio che stabilisce un coefficiente di aumento
Principio generale: Sistema finanziato tramite contributi assicurativi (a carico del datore di lavoro) e imposte
Contributi assicurativi: 5,4% a carico del datore di lavoro senza limite massimo
Per le basse retribuzioni, minori contributi a carico del datore
Altri contributi specifici: contribuzione sociale generale (CSG) sui redditi da impresa (1,08%) e sugli altri redditi (1,10%)
Partecipazione dello Stato: compensazione delle misure di esonero contributivo
Legislazione
Articoli L. 511-1 e ss. del Codice di sicurezza sociale, libro V
Principi di base
Assegni famigliari
Sistema universale finanziato tramite contributi assicurativi a carico del datore di lavoro e dei lavoratori autonomi e tramite una parte della contribuzione sociale generale (CSG)
Assegni per l’educazione
Prestazione per l’accoglienza del bambino (PAJE, Prestation d’accueil du jeune enfant). Tale prestazione è destinata all’accoglienza, il mantenimento e l’educazione dei bambini e comprende:
·prima tappa: premio alla nascita (o adozione) e assegno di base (vedi assegno per la nascita);
·seconda tappa: integrazione per la libera scelta di custodia del bambino (asilo, terza persona, ecc)
Campo d'applicazione
Assegni famigliari
Beneficiari: tutte le persone residenti in modo stabile e regolare
Assegni per l’educazione
Beneficiari: famiglie dove sia presente un bambino con meno di 3 anni di età (o un bambino adottato)
Condizioni
Assegni famigliari
Residenza dei figli: residenza sul territorio
Altre condizioni: due figli a carico
Limite d’età: 20 anni per il figlio a carico, a patto che la sua retribuzione non ecceda il 55% dello SMIC (salario minimo interprofessionale di crescita)
Assegni per l’educazione
Non ci sono condizioni di reddito ma è necessario dimostrare una attività lavorativa di almeno 8 trimestri (consecutivi e non), ai sensi dell’assicurazione per la vecchiaia, negli ultimi 2 anni precedenti l’arrivo del 1° figlio, negli ultimi 4 anni per il 2° figlio o negli ultimi 5 anni per il 3° figlio
Prestazioni
Assegni famigliari
Importi mensili:
·2 figli: € 117,14
·3 figli: € 267,21
·4 figli: € 417,29
·5 figli: € 567,37
·6 figli: € 717,45
·Ogni figlio in più: € 150,08
Il reddito della famiglia è irrilevante
Previste piccole maggiorazioni in funzione dell’età dei figli
Assegni per l’educazione
Importi:
·tasso pieno (cessazione totale): €521,85
·tasso parziale (per attività a tempo parziale): € 396,82
·attività superiore al 50% e inferiore all’80% del tempo totale: € 300,08
Altre prestazioni
Assegni per la nascita o per l’adozione: (facente parte del sistema PAJE)
€ 840,96 al 7° mese di gravidanza per ogni bambino che deve nascere, € 1.681,91 in caso di adozione (fino ai 20 anni di età). Tale prestazione è elargita secondo determinate condizioni di reddito ed è seguita dall’assegno di base: dalla nascita fino al 3° compleanno € 168,20 (oppure per tre anni dalla data di adozione, nel limite dei 20 anni di età per l’adottato)
Assegno per custodia del bambino: (facente parte del sistema PAJE: prestation d’accueil du jeune enfant)
·integrazione per la libera scelta della custodia: presa a carico parziale e variabile in funzione del reddito del nucleo famigliare e del reddito della persona che assicura la custodia del bambino minore dei 3 anni. Presa a carico totale dei contributi per una terza persona che si occupa del bambino fino ai 6 anni di età (fra i 3 e i 6 anni solo il 50%)
·assegno per la presenza dei genitori: versato al genitore che sospende o riduce la propria attività in caso il figlio sia affetto da malattia grave. Gli importi, secondo la restante attività, vanno da € 260,94 a € 856,55
Assegno per genitori soli: assegno a garanzia di un reddito famigliare minimo per persone isolate.
Importo mensile: € 551,81 + € 183,94 per ogni figlio
Assegno speciale per figli handicappati: tasso di handicap di almeno il 50%, fino all’età dei 20 anni: € 117,72 al mese, senza condizioni di reddito
Assegno per la scuola (allocation de rentrée scolaire): versamento unico, sotto certe condizioni di reddito, di € 263,28 per bambini di età compresa fra i 6 e i 18 anni
Casi speciali
Disoccupati: assegni famigliari normali
Titolari di pensione: assegni famigliari normali
Orfani: assegni famigliari normali e assegno al sostegno famigliare
·€ 109,81 al mese per orfani di padre e di madre;
·€ 82,36 al mese per figlio con un solo genitore
Rivalutazione
Rivalutazione per Decreto il 1° gennaio che stabilisce un coefficiente di aumento
Imposizioni fiscali
Prestazioni non imponibili
perchè i francesi hanno la grandeur, noi soltanto la mafia. ogni paesino ha il suo zuccherino
Principio generale: Sistema finanziato tramite contributi assicurativi (a carico del datore di lavoro) e imposte
Contributi assicurativi: 5,4% a carico del datore di lavoro senza limite massimo
Per le basse retribuzioni, minori contributi a carico del datore
Altri contributi specifici: contribuzione sociale generale (CSG) sui redditi da impresa (1,08%) e sugli altri redditi (1,10%)
Partecipazione dello Stato: compensazione delle misure di esonero contributivo
Legislazione
Articoli L. 511-1 e ss. del Codice di sicurezza sociale, libro V
Principi di base
Assegni famigliari
Sistema universale finanziato tramite contributi assicurativi a carico del datore di lavoro e dei lavoratori autonomi e tramite una parte della contribuzione sociale generale (CSG)
Assegni per l’educazione
Prestazione per l’accoglienza del bambino (PAJE, Prestation d’accueil du jeune enfant). Tale prestazione è destinata all’accoglienza, il mantenimento e l’educazione dei bambini e comprende:
·prima tappa: premio alla nascita (o adozione) e assegno di base (vedi assegno per la nascita);
·seconda tappa: integrazione per la libera scelta di custodia del bambino (asilo, terza persona, ecc)
Campo d'applicazione
Assegni famigliari
Beneficiari: tutte le persone residenti in modo stabile e regolare
Assegni per l’educazione
Beneficiari: famiglie dove sia presente un bambino con meno di 3 anni di età (o un bambino adottato)
Condizioni
Assegni famigliari
Residenza dei figli: residenza sul territorio
Altre condizioni: due figli a carico
Limite d’età: 20 anni per il figlio a carico, a patto che la sua retribuzione non ecceda il 55% dello SMIC (salario minimo interprofessionale di crescita)
Assegni per l’educazione
Non ci sono condizioni di reddito ma è necessario dimostrare una attività lavorativa di almeno 8 trimestri (consecutivi e non), ai sensi dell’assicurazione per la vecchiaia, negli ultimi 2 anni precedenti l’arrivo del 1° figlio, negli ultimi 4 anni per il 2° figlio o negli ultimi 5 anni per il 3° figlio
Prestazioni
Assegni famigliari
Importi mensili:
·2 figli: € 117,14
·3 figli: € 267,21
·4 figli: € 417,29
·5 figli: € 567,37
·6 figli: € 717,45
·Ogni figlio in più: € 150,08
Il reddito della famiglia è irrilevante
Previste piccole maggiorazioni in funzione dell’età dei figli
Assegni per l’educazione
Importi:
·tasso pieno (cessazione totale): €521,85
·tasso parziale (per attività a tempo parziale): € 396,82
·attività superiore al 50% e inferiore all’80% del tempo totale: € 300,08
Altre prestazioni
Assegni per la nascita o per l’adozione: (facente parte del sistema PAJE)
€ 840,96 al 7° mese di gravidanza per ogni bambino che deve nascere, € 1.681,91 in caso di adozione (fino ai 20 anni di età). Tale prestazione è elargita secondo determinate condizioni di reddito ed è seguita dall’assegno di base: dalla nascita fino al 3° compleanno € 168,20 (oppure per tre anni dalla data di adozione, nel limite dei 20 anni di età per l’adottato)
Assegno per custodia del bambino: (facente parte del sistema PAJE: prestation d’accueil du jeune enfant)
·integrazione per la libera scelta della custodia: presa a carico parziale e variabile in funzione del reddito del nucleo famigliare e del reddito della persona che assicura la custodia del bambino minore dei 3 anni. Presa a carico totale dei contributi per una terza persona che si occupa del bambino fino ai 6 anni di età (fra i 3 e i 6 anni solo il 50%)
·assegno per la presenza dei genitori: versato al genitore che sospende o riduce la propria attività in caso il figlio sia affetto da malattia grave. Gli importi, secondo la restante attività, vanno da € 260,94 a € 856,55
Assegno per genitori soli: assegno a garanzia di un reddito famigliare minimo per persone isolate.
Importo mensile: € 551,81 + € 183,94 per ogni figlio
Assegno speciale per figli handicappati: tasso di handicap di almeno il 50%, fino all’età dei 20 anni: € 117,72 al mese, senza condizioni di reddito
Assegno per la scuola (allocation de rentrée scolaire): versamento unico, sotto certe condizioni di reddito, di € 263,28 per bambini di età compresa fra i 6 e i 18 anni
Casi speciali
Disoccupati: assegni famigliari normali
Titolari di pensione: assegni famigliari normali
Orfani: assegni famigliari normali e assegno al sostegno famigliare
·€ 109,81 al mese per orfani di padre e di madre;
·€ 82,36 al mese per figlio con un solo genitore
Rivalutazione
Rivalutazione per Decreto il 1° gennaio che stabilisce un coefficiente di aumento
Imposizioni fiscali
Prestazioni non imponibili
non certo perchè c'è la sinistra al governo , questo dimostra solo che è questione di civiltà, di acquisizione , di evoluzione...noi siamo scimmie in confronto cara amica
Ieri mi ha telefonato l'impiegata di una società di recupero crediti,
per conto di Sky. Mi dice che risulto morosa dal mese di settembre del 2009. Mi chiede come mai.
Le dico che dal 4 aprile dello scorso anno ho lasciato la mia casa e non vi ho
più fatto ritorno. Causa terremoto.
Il decoder sky giace schiacciato sotto il peso di una parete crollata.
Ammutolisce.
Quindi si scusa e mi dice che farà presente quanto le ho detto a chi di dovere.
Poi, premurosa, mi chiede se ora, dopo un anno, è tutto a posto.
Mi dice di amare la mia città, ha avuto la fortuna di visitarla un paio
di anni fa. Ne è rimasta affascinata.
Ricorda in particolare una scalinata in selci che scendeva dal Duomo verso la
basilica di Collemaggio.
E mi sale il groppo alla gola.
Le dico che abitavo proprio lì.
Lei ammutolisce di nuovo. Poi mi invita a raccontarle cosa è la mia città oggi.
Ed io lo faccio.
Le racconto del centro militarizzato.
Le racconto che non posso andare a casa mia quando voglio.
Le racconto che, però, i ladri ci vanno indisturbati.
Le racconto dei palazzi lasciati lì a morire.
Le racconto dei soldi che non ci sono, per ricostruire. E che non ci sono neanche
per aiutare noi a sopravvivere.
Le racconto che, dal primo luglio, torneremo a pagare le tasse ed i contributi,
anche se non lavoriamo.
Le racconto che pagheremo l' i.c.i. ed i mutui sulle case distrutte. E ripartiranno
regolarmente i pagamenti dei prestiti. Anche per chi non ha più nulla.
Che, a luglio, un terremotato con uno stipendio lordo di 2.000 euro vedrà in busta
paga 734 euro di retribuzione netta.
Che non solo torneremo a pagare le tasse, ma restituiremo subito tutte quelle
non pagate dal 6 aprile.
Che lo Stato non versa ai cittadini senza casa ,che si gestiscono da soli, ben
ventisettemila, neanche quel piccolo contributo di 200 euro mensili che dovrebbe
aiutarli a pagare un affitto.
Che i prezzi degli affitti sono triplicati. Senza nessun controllo.
Che io pago ,in un paesino di cinquecento anime, quanto Bertolaso pagava per un
appartamento in via Giulia, a Roma.
La sento respirare pesantemente.
Le parlo dei nuovi quartieri costruiti a prezzi di residenze di lusso.
Le racconto la vita delle persone che abitano lì. Come in alveari senz'anima.
Senza neanche un giornalaio. O un bar.
Le racconto degli anziani che sono stati sradicati dalla loro terra. Lontani chilometri
e chilometri.
Le racconto dei professionisti che sono andati via. Delle iscrizioni alle scuole
superiori in netto calo.
Le racconto di una città che muore.
E lei mi risponde, con la voce che le trema. " Non è possibile che non si sappia
niente di tutto questo. Non potete restare così.
Chiamate i giornalisti televisivi. Dovete dirglielo.
Chiamate la stampa. Devono scriverlo."
Loro non scrivono.....Voi fate girare